il 17 sera. ero a un concorso di videoclip. un’amica un po’ santona – e che chiamo la mia mae de santo – prima di andar via, mi saluta dicendo se allora facevo questo figlio. ne parlavamo due annetti fa su un treno torino-reggio emilia.
tornando a casa, il 17 sera, a mezzanotte, salto alla farmacia 24 ore e test. neanche il tempo di pisciare è già comparsa la striscietta “sì”. l’indomani cento telefonate, consultorio, poi clinica privata dietro il duomo, ecografia, ed è già grande di tre mesi, tutto fatto. il medico mi bolla come idiota, non sa che ho i cicli uno ogni 6 mesi. e mentre non capisco niente e quello ride, mi mostra i femorini, corpo, cranio, braccia che annaspano. e pisello.